Fiori di vetro
Lente esplosioni
di freschi fiocchi rosa.
Fiori di vetro.
SORRISO
Sono un pagliaccio dal cuore di vetro.
Mi ferisce il tuo volto spento,
trasparenti gli occhi, come l’acqua vuoti.
La tua tristezza è la mia di bambino,
pescano entrambe nello stesso mare.
Inizio la recita. Le mie smorfie.
Come un lampo, un sorriso
attraversa il tuo volto
(i denti bianchi ora in superficie,
vele sull’acqua di un lago),
gli occhi di sole si colmano
e di primavere,
e i raggi traboccano
come dardi tra i pini nel bosco,
sulla mia pelle
ne sento il caldo.
Rapide scie nelle tue guance,
aperto il tuo viso,
che tornerà ad essere triste.
Sono un pagliaccio dal cuore di vetro.


Beh, diciamo che il vecchio Berto è venuto a trovarsi in buona posizione.
Palazzo del Comune con Carlo VI che cerca di fregarsi la bandiera
Caratteristica piazzetta dietro S. Antonio Nuovo
Trieste a volte ti fa anche le boccacce!
Angolo quasi "parigino"
Sapevate che dove ci sono ruderi romani ci sono anche gatti? Ecco i padroni del Teatro romano!
Ed eccone la riprova: gatta e porta romana
Beppe Verdi con piccione che gli scagazza sulla testa come optional (!!!)
A Capodistria ci sono ancora leoni di San Marco splendidi, rimasti intatti dai picconi di Napoleone
Questo è addirittura del Quattrocento
E' qui che la penna dello scrittore serve a qualcosa!
Giovine scrittore che costringe a posare la sua creatura
ARTICOLO SU "IL CORRIERE DELLA RIVIERA"
Il Turrata scrittore
Massimo Turrata dopo la vittoria del Premio Riviera conseguita lo scorso anno pubblica il suo primo libro
"Fiori di vetro" è una raccolta di 13 racconti brevi, in cui l'autore, appassionato "scrutatore" della realtà contemporanea, cerca di riflettere e far riflettere. I racconti sono ordinati secondo un percorso ben stabilito, che prende in considerazione più l'elemento ideale che quello cronologico. Un insieme di storie di dolente quotidianità. Le situazioni sono quelle che ognuno di noi vive: gli ideali, l'impegno, i doveri, le frustrazioni che si sommano giorno dopo giorno. Dalla leggerezza dell'infanzia alla cognizione del dolore dell'età adulta, sotto il segno di un forte contrasto e di un impossibile compromesso tra aspirazioni 'elevate' e dimessa negatività da vivere. Le esili trame di ogni racconto vanno a creare un'atmosfera umbratile, come sospesa sul nulla, Nulla di cui il protagonista senza nome si rende conto, e cerca disperatamente di sfuggirvi, di aggrapparsi a qualcosa, soprattutto con l'amore per l'arte e per la natura, viscerali tensioni alla bellezza. E’ l’opera prima di Massimo Turrata, un giovane scrittore postosi in evidenza nel 2005 al VI Premio Nazionale “Premio Riviera - Laurence Olivier e Vivien Leigh” .Turrata è nato a Peschiera del Garda nel 1970, luogo dove tuttora vive e lavora, fisicamente incapace di staccarsi dai "suoi" lago e colli morenici. Appassionato cultore della
Bellezza in tutte le sue forme, scrive in prosa ed in versi dal 1990. Dopo aver partecipato a numerosi concorsi letterari con risultati lusinghieri, ed aver pubblicato prose, poesie, articoli, su diversi giornali
e riviste nazionali e locali, decide di provare la pubblicazione: di qui il suo incontro con Ennepilibri, casa editrice di Imperia, la quale opera controcorrente, pubblicando e distribuendo letteratura di
qualità sostenendo il rischio d'impresa, quindi senza far sborsare nulla agli scrittori; ogni libro di Ennepilibri è rilegato a mano. L'autore viene selezionato, dando quindi alle stampe il suo primo libro, “Fiori di vetro”, che esce nell’estate del 2006.
Brescia - Da molti anni lavora a Peschiera del Garda in Ufficio Movimento FS. «Un mestiere di cui sono piuttosto soddisfatto» ci dice Massimo Turrata «ma appena ho un attimo libero mi butto a scrivere. Sto lavorando ad un saggio sulla storia del rock e a nuovi racconti. Di tanto in tanto, compongo poesie».
Quindi è legittimo parlare di vera passione per la scrittura.
«Certo. Ho cominciato nel 1990: avevo quasi vent'anni e, come tanti, sono partito dai componimenti in versi. Non ho mai smesso, pur sperimentando con il trascorrere del tempo sempre più spesso la prosa».
Com'è stato il tuo esordio?
«Ho partecipato con entusiasmo ad alcuni concorsi letterari, con riconoscimenti incoraggianti. Pian piano, ho poi smesso di spedire i miei scritti, scrivendo solo per me stesso».
Pausa di riflessione?
«Un paio d'anni mi sono rimesso in gioco e ho pubblicato poesie, racconti, articoli su vari giornali e riviste nazionali e locali... Al primo tentativo di contatto con gli editori, ho ricevuto la proposta di pubblicazione da parte di Ennepilibri, di Imperia, che mi ha pubblicato e distribuito senza farmi spendere nulla».
"Fiori di vetro" è stato accolto con interesse dal pubblico e dalla critica.
«Le situazioni del più comune quotidiano, dalla leggerezza dell'infanzia alla cognizione del dolore dell'età adulta, sono narrate alla luce del contrasto tra le aspirazioni "elevate" e la rassegnazione. Il lirismo del ricordo e della contemplazione e la passione intimista s'alternano a rabbia e a sprazzi di umorismo a volte acre, calato nell'analisi sociale dell'attualità».
Per tutti il 9 dicembre ci sarà l'occasione di conoscerti dal vivo e dialogare con te.
«Il Comune di Peschiera del Garda ha organizzato in quella data un incontro per la presentazione del mio libro. Relatori, il professor Emilio Crosato e il regista bresciano Franco Piavoli».
In che modo ti ha trasformato l'esperienza della creatività?
«Amo l'arte in ogni sua manifestazione. Visito spesso mostre e musei, curo un piccolo cineforum d'autore al mio paese, sono appassionato di musica. Marcel Proust afferma che il solo tempo ben speso è quello dedicato alla creazione artistica e la spinta creativa è un'àncora di salvezza nella vita "sottovuoto" di ogni giorno».
Per il poeta Charles Baudelaire, "l'ispirazione è il risultato dell'impegno quotidiano". Che rapporto c'è tra il tuo vissuto e la pagina scritta?
«Nella mia "letteratura del quotidiano", che non è mero realismo, ma rielaborazione, mi spingo talora fino al grottesco, per cercare di interpretare il magma della nostra esistenza. L'artista può (e dovrebbe) operare ben inserito nella società del suo tempo, ricercando frattanto risposte per interrogativi ontologici eterni».
Molti i ragazzi amano scrivere. Hai qualche consiglio per loro?
«Si scrive per se stessi, per star meglio. Pubblicare è una soddisfazione e molti sono disposti a comprarla, consegnando a sedicenti editori cifre folli. Un editore, al contrario, dovrebbe assumersi il rischio d'impresa e credere fino in fondo nello scrittore che sceglie».

L’autore con questa raccolta ci introduce in un mondo dove ogni cosa, ogni pietra, ogni ricordo è pieno di nostalgico incanto.
Lo sono i paesaggi dipinti di colori tenui e delicati, lo sono gli amori vecchi e nuovi che conservano immutati nel tempo gli attimi dolci e lievi come sbatter d’ali.
Attraverso i racconti così diversi ma nello stesso tempo legati da fili della stessa trama, si avvertono le vibrazioni di luoghi perfetti e senza tempo. Luoghi che esistono fuori e dentro di noi. E dietro ai sorrisi artificiali e viaggi immaginari, spesso si nascondono lacrime e sudore. Perché la vita è fatta di tanti ingredienti e affinché funzionino ci vuole forza e passione. E speranza.
E in fondo è proprio questo il messaggio che Massimo Turrata con la sua straordinaria raccolta ci trasmette: dietro l’angolo, dopo il buio, fuori dalla porta, c’è ancora il sole, la vita e la gioia di esserci.
Alcuni racconti ci riportano all’infanzia e forse sono quelli che preferisco perché l’autore ha saputo guardare il mondo con occhi curiosi e innocenti come quelli di un bambino. Altri racconti invece illustrano la quotidianità con il suo carico di disperata rassegnazione, altri ancora hanno la consistenza vaga del sogno. Accanto a fuso alla malinconia generale è la pregnante presenza di un umorismo a volte leggero a volte crudo, che fuoriesce quasi compulsivamente.
Ogni tappa è un segreto svelato, ogni pagina una scoperta, leggere Fiori di vetro è come viaggiare attraverso le vicende della vita, immersi nella vera bellezza che è il contatto con la natura e con la terra. Ogni personaggio, tratteggiato con cura, ci introduce nel suo mondo che non è mai banale né scontato, ma vero.
E allora è facile riconoscersi, identificarsi, entrare nel vivo di una storia perché in fondo viviamo tutti le paure e sognano le stesse cose. Ma ognuno a suo modo è speciale e nessuna storia è uguale all’altra.
Il libro di Massimo Turrata è edito da Ennepilibri, una casa editrice di Imperia che seleziona i propri autori senza chiedere nessun tipo di contributo e rilega i propri volumi a mano.
Recensione di Angela Catalini
SCHEDA DI "OCCHIOINDISCRETO"
Dopo Angela Catalini, OcchioIndiscreto.info è lieta di presentare al suo pubblico un autore di sicuro successo: Massimo Turrata.
Siamo grati a Massimo per averci scelto per la presentazione del suo ultimo libro, “Fiori di vetro”.
"Fiori di vetro è un insieme di storie di dolente quotidianità. Le situazioni sono quelle che ognuno di noi vive: gli ideali, l’impegno, i doveri, le frustrazioni che si sommano giorno dopo giorno.
Dalla leggerezza dell’infanzia alla cognizione del dolore dell’età adulte, sotto il segno di un forte contrasto e di un impossibile compromesso tra aspirazioni “elevate” e dimessa negatività da vivere.
Le esili trame di ogni racconto vanno a creare un’atmosfera umbratile, come sospesa sul nulla. Nulla di cui il protagonista senza nome si rende conto, e cerca disperatamente di sfuggirvi, di aggrapparsi a qualcosa, soprattutto con l’amore per l’arte e per la natura, viscerali tensioni alla bellezza.
In questa atmosfera crepuscolare che diviene quasi soggetto, il lirismo nel ricordo e nella contemplazione, e la passione intimista, sono alternati a rabbia e sprazzi di umorismo a volte acre, insieme ad una lucida analisi sociale dei nostri tempi".
Per chi volesse conoscere meglio l’autore ecco un suo breve profilo biografico:
Massimo Turrata è nato a Peschiera del Garda (VR) nel 1970, luogo dove tuttora vive e lavora, fisicamente incapace di staccarsi dai “suoi” lago e colli morenici.
Appassionato cultore della Bellezza in tutte le sue forme, scrive in prosa ed in versi dal 1990.
Dopo aver partecipato a numerosi concorsi letterari con risultati lusinghieri, ed aver pubblicato prose, poesie, articoli, su diversi giornali e riviste nazionali e locali, decide di provare la pubblicazione: di qui il suo incontro con Ennepilibri, casa editrice di Imperia, che pubblica il suo primo libro nell’estate 2006.
La fragilità dell’essere in moderne short stories
Tredici storie di dolente quotidianità. Tredici veloci flash ambientati nei paesaggi gardesani che raccontano il dolore, che si alternano tra il lamento abissale e l’urlo ribelle. Personaggi maschili fuggevoli e profondi nello stesso tempo, dalle magre silhouette di maledetti, tutti immagine riflessa di una volontà autobiografica del giovane autore di Peschiera, che affonda le radici del suo raccontare nella tradizione decadente. “In ogni angolo del nostro brutto mondo si nasconde la Bellezza”, ci confida l’autore. E la ricerca di Lei è il lungo e travagliato vagare tra gli ameni paesaggi delle colline gardesane e metropoli diaboliche, trascorso più nella contemplazione di Lei che nel (di Lei) vero desiderio; anche se alla fine l’amaro in bocca ci resta, di fronte al miraggio di un giardino delle Esperidi che ci è solo anticipato, ma proibito alla vista. La Bellezza, della quale lo scrittore si confessa appassionato cultore in tutte le sue forme, coincide spesso con il ritorno alle origini, alla terra, alla tradizione, retaggio di una cultura passata e macinata dalle potenti mascelle dell’onnivora cultura moderna. Un’àncora di salvezza è la letteratura reazionaria (in senso positivo) e anti-pop di Massimo Turrata che racconta i simboli del tempo che ci consuma giorno dopo giorno, con un linguaggio che oscilla tra gli abissi oscuri dell’introspezione e la profonda leggerezza della quotidianità.
Esordiente ma non troppo, con un bagaglio di tradizione che colora le sue parole, Turrata ha di fronte la possibilità di poter crescere, in attesa che i suoi “fiori di vetro” sboccino.