giovedì, 07 dicembre 2006
INTERVISTA DA WWW.POPOLIS.IT


Le nostre esistenze di vetro

Massimo Turrata presenta la sua raccolta di racconti

di Valeria Gasperi

Brescia - Da molti anni lavora a Peschiera del Garda in Ufficio Movimento FS. «Un mestiere di cui sono piuttosto soddisfatto» ci dice Massimo Turrata  «ma appena ho un attimo libero mi butto a scrivere. Sto lavorando ad un saggio sulla storia del rock e a nuovi racconti. Di tanto in tanto, compongo poesie».

Quindi è legittimo parlare di vera passione per la scrittura.
«Certo. Ho cominciato nel 1990: avevo quasi vent'anni e, come tanti, sono partito dai componimenti in versi. Non ho mai smesso, pur sperimentando con il trascorrere del tempo sempre più spesso la prosa».

Com'è stato il tuo esordio?
«Ho partecipato con entusiasmo ad alcuni concorsi letterari, con riconoscimenti incoraggianti. Pian piano, ho poi smesso di spedire i miei scritti, scrivendo solo per me stesso».

Pausa di riflessione?
«Un paio d'anni mi sono rimesso in gioco e ho pubblicato poesie, racconti, articoli su vari giornali e riviste nazionali e locali...
Al primo tentativo di contatto con gli editori, ho ricevuto la proposta di pubblicazione da parte di Ennepilibri, di Imperia, che mi ha pubblicato e distribuito senza farmi spendere nulla».

"Fiori di vetro" è stato accolto con interesse dal pubblico e dalla critica.
«Le situazioni del più comune quotidiano, dalla leggerezza dell'infanzia alla cognizione del dolore dell'età adulta, sono narrate alla luce del contrasto tra le aspirazioni "elevate" e la rassegnazione. Il lirismo del ricordo e della contemplazione e la passione intimista s'alternano a rabbia e a sprazzi di umorismo a volte acre, calato nell'analisi sociale dell'attualità».

Per tutti il 9 dicembre ci sarà l'occasione di conoscerti dal vivo e dialogare con te.
«Il Comune di Peschiera del Garda ha organizzato in quella data un incontro per la presentazione del mio libro. Relatori, il professor Emilio Crosato e il regista bresciano Franco Piavoli».

In che modo ti ha trasformato l'esperienza della creatività?
«Amo l'arte in ogni sua manifestazione. Visito spesso mostre e musei, curo un piccolo cineforum d'autore al mio paese, sono appassionato di musica. Marcel Proust afferma che il solo tempo ben speso è quello dedicato alla creazione artistica e la spinta creativa è un'àncora di salvezza nella vita "sottovuoto" di ogni giorno».

Per il poeta Charles Baudelaire, "l'ispirazione è il risultato dell'impegno quotidiano". Che rapporto c'è tra il tuo vissuto e la pagina scritta?
«Nella mia "letteratura del quotidiano", che non è mero realismo, ma rielaborazione, mi spingo talora fino al grottesco,
per cercare di interpretare il magma della nostra esistenza. L'artista può (e dovrebbe) operare ben inserito nella società del suo tempo, ricercando frattanto risposte per interrogativi ontologici eterni».

Molti i ragazzi amano scrivere. Hai qualche consiglio per loro?
«Si scrive per se stessi, per star meglio. Pubblicare è una soddisfazione e molti sono disposti a comprarla, consegnando a sedicenti editori cifre folli. Un editore, al contrario, dovrebbe assumersi il rischio d'impresa e credere fino in fondo nello scrittore che sceglie».

postato da: MassimoT alle ore 22:28 | Permalink | commenti (5)
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