ARTICOLO DE "L'ALTRO GIORNALE"
I racconti dell'artista Massimo Turrata in volume
La vita, un fiore di vetro
La vita, un fiore di vetro
"Fiori di vetro": porta questo titolo un'opera di Massimo Turrata, un artista nato nel 1970 a Peschiera del Garda, dove tutt'ora vive.
"Il titolo del mio libro" - afferma l'autore, che si definisce "incapace di staccarsi dal 'suo' lago e dai 'suoi' colli morenici" - si riferisce a tutto ciò che di creativo ognuno di noi può fare e alla sua preziosa fragilità, tale che il creato e le aspirazioni che ci spingono a farlo necessitano di continue, appassionate attenzioni: sono 'fiori di vetro'".
Massimo Turrata, appassionato cultore della bellezza in tutte le sue forme, scrive in prosa dal 1990 e dopo aver partecipato a numerosi concorsi letterari ed aver pubblicato prose, poesie, articoli su diversi giornali e riviste nazionali e locali, ha deciso di dare alle stampe il suo primo libro.
"Fiori di vetro", uscito nell'estate del 2006, è una raccolta di 13 brevi racconti in cui l'autore cerca di riflettere e far riflettere. I racconti, ordinati secondo un percorso ben stabilito, sono un insieme di storie di dolente quotidianità.
"Le situazioni sono quelle che ognuno di noi vive: gli ideali, l'impegno, i doveri, le frustrazioni che si sommano giorno dopo giorno - commenta Turrata -.
Le esili trame di ogni racconto vanno a creare un'atmosfera umbratile, come sospesa nel nulla.
Nulla di cui il protagonista senza nome si rende conto e cerca disperatamente di sfuggirvi, di aggrapparsi a qualcosa, soprattutto con l'amore per l'arte e per la natura.
In quest'atmosfera crepuscolare che diviene quasi soggetto - conclude -, il lirismo nel ricordo e nella contemplazione e la passione intimista sono alternati a rabbia e a sprazzi di umorismo a volte acre, insieme ad una lucida analisi sociale dei nostri tempi".
Silvia Accordini
"Il titolo del mio libro" - afferma l'autore, che si definisce "incapace di staccarsi dal 'suo' lago e dai 'suoi' colli morenici" - si riferisce a tutto ciò che di creativo ognuno di noi può fare e alla sua preziosa fragilità, tale che il creato e le aspirazioni che ci spingono a farlo necessitano di continue, appassionate attenzioni: sono 'fiori di vetro'".
Massimo Turrata, appassionato cultore della bellezza in tutte le sue forme, scrive in prosa dal 1990 e dopo aver partecipato a numerosi concorsi letterari ed aver pubblicato prose, poesie, articoli su diversi giornali e riviste nazionali e locali, ha deciso di dare alle stampe il suo primo libro.
"Fiori di vetro", uscito nell'estate del 2006, è una raccolta di 13 brevi racconti in cui l'autore cerca di riflettere e far riflettere. I racconti, ordinati secondo un percorso ben stabilito, sono un insieme di storie di dolente quotidianità.
"Le situazioni sono quelle che ognuno di noi vive: gli ideali, l'impegno, i doveri, le frustrazioni che si sommano giorno dopo giorno - commenta Turrata -.
Le esili trame di ogni racconto vanno a creare un'atmosfera umbratile, come sospesa nel nulla.
Nulla di cui il protagonista senza nome si rende conto e cerca disperatamente di sfuggirvi, di aggrapparsi a qualcosa, soprattutto con l'amore per l'arte e per la natura.
In quest'atmosfera crepuscolare che diviene quasi soggetto - conclude -, il lirismo nel ricordo e nella contemplazione e la passione intimista sono alternati a rabbia e a sprazzi di umorismo a volte acre, insieme ad una lucida analisi sociale dei nostri tempi".
Silvia Accordini




